• +39.324.5464117
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini
  • Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini
  • Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini
  • Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini
  • Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini
  • Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini

Mario Giacomelli e Giacomo Leopardi, poetare per immagini

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Abbiamo volato alto visitando la mostra di Mario Giacomelli da PHOS, una interpretazione unica della poesia di Leopardi

Martedì 18 gennaio, in un freddo pomeriggio invernale, ci ritroviamo in via Vico presso PHOS per visitare la mostra di fotografie di Mario Giacomelli ispirate alla poesia “ A Silvia” di Giacomo Leopardi. Nelle raccolte sale della sede dello spazio polifunzionale sono esposte 34 fotografie vintage del grande fotografo di Senigallia. La serie è stata ideata dal maestro nel 1964 su proposta del critico e fotografo Luigi Crocenzi nell’ambito di un programma di “Traduzione iconica” di testi poetici.

Ci riuniamo in circolo nella prima sala e Claudio Marra ci introduce brevemente a Mario Giacomelli uno dei maggiori fotografi italiani del ‘900 famoso per la sua fotografia visionaria, astratta ed onirica. Iniziamo quindi tutti insieme a vedere le foto che non sono una banale trasposizione visiva della poesia del poeta ma una metafora dei suoi contenuti sicuramente non di facile interpretazione. Ognuno di noi ne uscirà con la sua visione personale. Colpiscono i bianche e neri contrastati con assenza di grigi, le composizioni strutturate, solide e di grande impatto visivo. Farne un resoconto puntuale è impossibile, il percorso narrativo non è lineare ma salta da una suggestione all’altra in modo apparentemente caotico.

Grande varietà di interpretazioni, dai visi di una misteriosa ragazza ai paesaggi notturni che ricordano presepi, ai campi arati che creano grafismi perfetti. Claudio ci racconta di come Giacomelli interveniva sulle stampe mascherando e agendo sulle ombre e le luci. A tal proposito molto interessante, nella saletta finale, un provino del fotografo con le indicazioni su come intervenire nelle diverse zone della foto nella fase di stampa. Le foto sono misteriose e suggestive e lasciano grande spazio all’immaginazione. Personalmente sono colpito da quella volutamente sfuocata di una donna malata distesa su un letto … Silvia? Nulla è certo tutto va interpretato e decodificato tramite le proprie emozioni, nulla è didascalico.

La bellezza della mostra è dimostrata dalle discussioni che nascono tra i soci che vengono letteralmente avvolti dalle stampe e dai molteplici soggetti. Dopo un’ora circa veniamo gentilmente invitati dal titolare di PHOS a visitare la camera oscura del centro ed è la degna conclusione di una visita in cui la fotografia analogica ci ha dimostrato la suo potenza espressiva.

Usciamo cambiati, confusi, arricchiti, frastornati ma soddisfatti …

(testo a cura di Carlo Mogavero)