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Paolo Anselmo, raccontare con le foto

Paolo Anselmo ci introduce nel suo mondo di racconti fotografici, dagli anni '70 ad oggi


La serata Socio sotto la lente è sempre una delle più gradite ed, anche questa volta, le aspettative non vanno deluse. L’ospite è Paolo Anselmo nostro socio dal 2019 che ci presenta i suoi lavori a partire dagli anni ‘70. Con delicatezza e modestia, ma senza annoiare, ci ha raccontato tutta la sua esperienza fotografica nata in gioventù quando suo papà gli regalò la prima macchina fotografica. In primo lavoro che ci presenta racconta una Torino del 1978 durante la prima ostensione della Sindone. Bellissima testimonianza di una giornata in cui le persone si affollavano nel centro in attesa di poter entrare in Duomo. Attimi fuggenti colti da Paolo che raccontano come eravamo diversi. Fermi immagine veramente suggestivi di una folla che, all’apertura delle transenne, scattava verso la meta in modo gioioso e disordinato.

Bellissimi anche i ritratti dei compagni di militare tramite i quali Paolo riesce a raccontare come in quella esperienza di caserma, che a volte viene raccontata come un dovere subito, in realtà includa periodi di grande amicizia e cameratismo. Con il suo racconto pacato ci descrive di quando era in possesso di una Leica dalle prestazione superlative e di quanto fosse dispiaciuto di averla venduta per comprare macchine nuove dotate di teleobiettivo, che peccato!

E poi facciamo un tuffo nell’Uzbekistan degli anni ‘80, un mondo passato completamente diverso da quello attuale che soffre di overtourism. Le persone sono ancora in abiti tradizionali, le madrase ancora da restaurare, i mercati ancora autentici, non pieni di paccottiglia per i turisti come accade adesso. Stupende poi le foto dell’Unione Sovietica di quegli anni in cui le strade sono deserte, prive di pubblicità ma ricche solo di cartelloni di propaganda politica. Non ci sono macchine, tutto sembra sospeso e surreale. Realtà che ora non ci sono più. Con la sua fotografia Paolo ci dimostra che, quando si sa fotografare, le foto scattate nel passato, con il passare del tempo, acquistano un grande valore.

Paolo ci racconta che, da dopo la laurea alla pensione, per un lungo periodo, è stato completamente preso dal suo lavoro di medico e la fotografia è stata un po' messa da parte o, perlomeno, relegata ad un ruolo di sola documentazione della vita familiare e delle vacanze. Periodo che Paolo non rinnega anzi ritiene molto importante come documentazione e ricordo. Ma ha una dimensione puramente privata. Ci racconta che, quando nel 2019 va in pensione, decide di riprendere a studiare ed approfondire il mondo della fotografia e decide quindi di iscriversi al nostro circolo soprattutto per i tanti corsi proposti.

Nella parte finale vediamo alcune foto recenti digitali in cui Paolo ci descrive come si monta e si guida una mongolfiera. Anche in questo caso si percepisce, come lui stesso dice, che per lui la fotografia è racconto. Abbiamo anche l'opportunità di vedere le sue foto di architettura razionalista di Torino, dei bei bianchi e neri molto eleganti.

La serata si conclude con la presentazione ai soci delle sue macchine vintage che ha portato in sede. Da una mitica Nikon F1 ad una Mamiya a pozzetto, tanta roba, tanti applausi e tante domande. Che bella serata!

Testo di Carlo Mogavero, foto di Antonio Di Napoli, Paola Zuliani e  Paolo Anselmo