• +39.324.5464117
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare
  • Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare

Carlo Borlenghi: La fotografia ad altissimi livelli che vola sulle onde del mare

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Carlo Borlenghi, prima di essere un grande fotografo è un concentrato di umiltà e intuito, con uno sguardo attento alle innovazioni.

Ha iniziato la carriera di fotografo per caso, con una Rolleiflex regalata da suo padre e una piccola camera oscura che aveva in casa, dove ha iniziato a stampare le foto che faceva e vendeva agli amici che andavano in barca sul lago di Como, precisamente a Bellano, suo luogo di nascita. Da qui Carlo venne notato, durante una regata sul lago, da un giornalista di Vogue Italia che in incognito gli acquistò alcune sue foto e dal quale venne contattato successivamente per offrirgli di lavorare con la pregiata rivista, dove c’era un inserto di abbigliamento sportivo, “Uomo Mare Vogue”, presente una volta all’anno e che la redazione voleva rendere mensile.

Per Carlo si aprirono le porte di un nuovo mondo e lui appena diciannovenne venne catapultato dentro uno dei regni più importanti della fotografia, iniziando a lavorare al fianco di fotografi di grido, vedi Oliviero Toscani e altri. Iniziò a rubare il mestiere e rimase alla rivista per dodici anni. Inizialmente il suo problema era capire come si fotografa una barca durante una regata. Ovviamente in assenza di internet, l’unico modo era acquistando libri sulle barche ma allora erano rari i fotografi del settore e nessuno italiano, la ricerca era complessa e Carlo riuscì a farsi portare qualcosa da amici che andavano in giro per il mondo.

Però il confronto con le fotografie che lui faceva non reggeva, in quanto le barche raffigurate in quelle poche immagini erano in legno con vele in cotone e assumevano già un fascino particolare, mentre le barche fotografare da Carlo Borlenghi erano più moderne con scafi sì, più aerodinamici con vele più colorate e più performanti, ma più brutti da riprendere. Allora Carlo si è inventato un nuovo taglio fotografico, che come dice lui stesso cercherà di togliere le brutture, più ristretto su particolari dello scafo, delle vele e delle onde che investono la chiglia della barca, disegnando con la spuma del mare immagini di sicuro impatto scenico.

Altro effetto ricercato da Borlenghi nelle sue immagini è il sapiente uso della luce che a quasi tutte le latitudini ci regala colori meravigliosi, non dimentichiamo che Carlo segue regate importanti in tutte le parti del mondo, vedi La Sidney Hobart, Middle Sea Race. Diventa fotografo ufficiale per le campagne di Coppa America:

  • "Italia”, Fremantle (Australia) – 1987
  • “Moro di Venezia”, San Diego (USA) – 1992
  • “Luna Rossa”, Auckland (New Zeland) – 2000
  • “Luna Rossa”, Auckland (New Zeland) – 2003
  • Fotografo ufficiale evento “ACM”, Valencia, – 2007
  • “Team Alinghi” (Valencia) – 2010
  • “Luna Rossa” (San Francisco) – 2013

È fotografo ufficiale delle imprese di Giovanni Soldini e delle varie regate in giro per il mondo del gruppo Rolex, Prada etc.

Innumerevoli sono gli eventi che Carlo Borlenghi segue in tutto il mondo e l’elenco sarebbe lunghissimo in quanto è l’unico fotografo accreditato a seguire da vicino i più prestigiosi trofei velici internazionali. Numerosi sono i libri fotografici e i calendari prodotti dall’agenzia Studio Borlenghi e supervisionati dalla preziosa collaborazione della moglie che si occupa della parte redazionale e di immagine.

Questa “piccola” introduzione per far capire lo spessore fotografico del nostro illustre ospite che ha reso indimenticabile l’incontro per i numerosi presenti lo scorso mercoledì sera, nonostante la partita di Campions dove giocava la Juve (detto tra noi, visto il risultato della partita non si sono persi niente anzi), dedicato agli ospiti illustri.

Siamo rimasti colpiti sia dalle numerose fotografie che continuavano a girare sullo schermo, mentre tutti interagivano con Carlo con domande e curiosità, sia dalla grande umiltà e la voglia di innovazioni del nostro ospite.

Dalla lunghezza del blog (e mi fermo qui, in quanto tantissimo ancora ci sarebbe da dire) si intuisce chi è Carlo Borlenghi, fotografo professionista unico al mondo, specializzato in sport velici e con l’entusiasmo e la curiosità di un ragazzino che lo animano sin dai suoi inizi, divenuto grande esperto sia da un punto fotografico che di innovazioni tecnologiche. Infatti, da qualche tempo abitualmente, dopo aver preso i brevetti necessari, usa i droni durante le regate per effettuare scatti con punti di ripresa sempre più accattivanti e unici.

Vorrei ringraziare Carlo Borlenghi per averci regalato la sua passione per la fotografia , la sua professionalità, l’amore per le sfide impossibili, ma sopratutto la sua grande umiltà.

(Testo e foto di Antonio Di Napoli)