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  • Walter Leonardi: “Quasi ”, una vita impossibile da fotoreporter.
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Walter Leonardi: “Quasi ”, una vita impossibile da fotoreporter.

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Grande ospite del circolo La Mole mercoledì sera, maestro del reportage d’autore, Water Leonardi: siciliano di nascita, torinese di adozione, cittadino del mondo per attività lavorativa. Anzi un ritorno a casa visto che alla fine degli anni 70 Walter è stato socio del nostro circolo.

Walter si avvicina alla fotografia per caso, grazie al padre, che da ragazzo lo mise davanti a quello che è una delle prime grandi scelte che la vita ti riserva, ovvero: “Vedi cosa devi fare da grande e sii artefice del tuo futuro”. Mai, come in questo caso, la scelta fu più giusta e infatti Walter, dopo un inizio presso un rilegatore di libri, approda in seguito ad Alitalia, negli uffici di via Lagrange a Torino occupandosi di organizzare viaggi. Così, grazie agli sconti sui biglietti riservati ai dipendenti, Walter Leonardi inizia a viaggiare in periodi, e parliamo degli anni 70, dove non era così facile per un giovane girare il mondo. Al rientro dai viaggi, inizia a portare le sue fotografie nelle varie redazioni delle agenzie giornalistiche che si occupano di viaggi, appunto, e alla fine arriverà a collaborare con quasi 400 testate.

La vera svolta, per Walter, arriva quando entra in contatto appena ventiseienne (diventandone il fotografo personale per 25 anni) con Thor Heyerdahl, una vera leggenda umana, grande viaggiatore e archeologo che con il Kon-Tiki (una zattera in legno di balsa) nel 1947, attraversò l’oceano Pacifico (solo per inquadrarlo ai più giovani). Walter, inizia a seguire in giro per il mondo Heyerdahl nei suoi viaggi, divennero così grandi amici condividendo tra l’altro, curiosità, spirito di adattamento e amore per l’avventura che li porta a non fermarsi alle prime difficoltà.

Queste caratteristiche saranno fondamentali per il proseguo della professione fotografica per Leonardi, quando, fiutato l’importanza di un servizio fotografico in posti e situazioni vietati ai più, nel momento di chiedere i permessi necessari, alla reazione delle Autorità preposte: è quasi impossibile ottenerli, la sua risposta invece era: “Se mi dice “quasi”, vuol dire che c’è una possibilità”. Allora Walter si buttava a capo fitto fino al raggiungimento dell’obbiettivo.

Vorrei dare qualche numero per far capire la levatura artistica di Walter Leonardi: archivio fotografico con più di un milione di foto, collaborazioni con 400 testate giornalistiche, pubblicazioni di diversi libri fotografici; può vantare reportage e fotografie uniche al mondo e sono solo una parte del suo curriculum. Il nostro illustre ospite mercoledì sera ha portato una selezione di immagini raggruppate in sezioni tematiche:

  • Vladivostok, reportage fatto nel 91, anni in cui era impossibile entrare in certe aree persino per i Russi, ma non per Walter, fotografando nel porto la flotta militare Russa con la mitica portaerei,Minsk, rischiando di essere arrestato per spionaggio.
  • La Città delle Stelle: Città russa vicino a Mosca dove si addestravano gli astronauti prima delle loro missioni nello spazio, e poi spostandosi ancora più nell’estremo nord della Siberia con temperature fino a -65, dove gli astronauti rifinivano la preparazione in situazioni estreme. Poi ha vissuto con un cacciatore di appena 72 anni di etnia Udenghè seguendolo in una battuta di caccia in mezzo alla neve con temperature molto basse, nel lembo più estremo russo alla fine della Transiberiana dopo 9300 km di viaggio. Ha fatto l’unica foto al mondo della dacia di Gorbaciov molto richiesta da tutte le testate giornalistiche mondiali.
  • Ha immortalato le stelle più famose del cinema di tutto il mondo tra cui il nostro Alberto Sordi.
  • Non ha dimenticato le sue origini, con un toccante reportage sulla Sicilia.

E tanti altri servizi che sarebbe lungo descriverli tutti, per questo c’è un bellissimo libro fotografico dal titolo “La Vita in 1/1000” che dà, un piccolo spaccato di cosa ha prodotto Walter.

La cosa che mi piace sottolineare del personaggio Walter Leonardi, oltre alla professionalità, il carattere che è la risultante di tutte le persone speciali di diversi livelli sociali che ha incontrato nella sua attività fotografica. E poi una caratteristica importate delle sue fotografie, non usa filtri fotografici le immagini non vengono modificate e mai ritagliate e tutte descrivono storie , mai banali che arrivano nel profondo dell'anima, di chi le vede.

Altro aspetto tecnico di Walter, che imposta in automatico è una funzione della sua macchina fotografica, parametro, raramente usata da altri fotografi, (forse non riescono a trovarla, perché persa chissà dove nei meandri del menù o del loro ego) che regola la Sensibilità e l’Umiltà.

Umiltà che emerge quando lo guardi negli occhi e lo senti parlare, mentre descrive cosa c’è dietro le sue immagini , dando un valore aggiunto all’intera storia. Capite perché mi indigno, (per non dire altro) quando si vedono foto di sedicenti fotografi con suffisso, Ph. Bisognerebbe istituire anche in questo caso la pena, per abuso di professione.

Grazie al direttivo del circolo La Mole, che ci ha fatto conoscere, Walter Leonardi grande fotoreporter dall’immensa umanità. Grazie ancor a Walter per quello che ci ha fatto vedere e vivere, mai come in questa occasione, siamo stati rapiti dalla sua esperienza e dalla sua dote comunicativa lasciandoci senza parole, facendoci perdere lo scorrere del tempo. Non ho visto nessun socio in sala guardare l’orologio ponendosi esausti, la consueta domanda “ma quando finisce questo“?

Ps. Scusate la lunghezza dell’articolo, ma con un personaggio come Walter Leonardi credetemi è difficile contenersi.