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Dalla fotografia al teatro

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Il passo (di danza) é breve, con la leggerezza di una bolla di sapone trasportata dal vento come un palloncino. Il filo (da cucito) conduttore é l'amore intenso e duraturo come una lunga esposizione per la fotografia, e diventa così mezzo di comunicazione dei sentimenti, con la sensibilità e la delicatezza che solo una donna sa esternare.

Questa secondo me è la sintesi che meglio esprime la serata di mercoledì, dove l'ospite sotto la lente è stata Paola Zuliani, per noi del circolo "la Zu". Paola ha presentato un lavoro suddiviso in storie, da qui il titolo "Piccole storie" con un coup de theatre finale nel vero senso della parola; ma andiamo per ordine.

Preparato con meticolosa e isterica attenzione, il lavoro è andato avanti, dal testo ai tempi di proiezione, dove tutto era calcolato seguendo le più rigorose regole del codificato sistema Zuliani e commentato con voce ipnotica e suadente.

La prima sequenza mostra una serie di foto fatte alla Venaria Reale, dove Paola mostra quello che ha segnato il suo passaggio dal corpo di ballo (suo amore primario) al corpo macchina, della sua reflex. Poi é passata ad altri scatti sulle lunghe esposizioni, utilizzando due modelli, uomo/donna vestiti da sposi, dove la donna era ripresa come figura eterea, senza ricorrere come di consueto all'uso di post produzione importante.

Poi il livello degli scatti é salito con un'altra storia di street in b/n, con protagoniste enormi bolle di sapone che Paola ha fatto interagire in modo del tutto casuale con soggetti di passaggio. E poi da qui in avanti storie più toccanti, come quelle sulle mani della mamma, che nell'atto di cucire, con ago e filo, esprimeva con gesti lenti e precisi l'amore e l'attenzione per chi fruiva del suo operato. Altro soggetto delle storie fotografiche di Paola la leggerezza dei palloncini presi come aspetti del nostro carattere e dei sentimenti.

A finire, il colpo scena finale con testo e foto, nel reinterpretare un brano teatrale, dando un senso diverso dall'originale. La personale interpretazione di Paola si è manifestata con una serie di scatti con mosso controllato, dove era visibile il personaggio, circondato da scie di luce e colori, con il testo recitato da Paola, con una intensa interpretazione, che ne dava un senso.

Queste storie sono frutto anche di progetti che la nostra Zu ha colto e abbracciato con entusiasmo nell'ambito di realtà fotografiche esterne, riportando in entrambe le direzioni esperienze di arricchimento e crescita, per tutti noi.

A fare da Gran Cerimoniere, in giustificata assenza del nostro presidente, è stato VP Marcello che con la sua consueta loquacità fluida, ha saputo da par suo introdurre la Zuliani. Ruolo che Marcello a sua ammissione ha trovato affaticante e noi tutti sconcertati abbiamo notato un suo anomalo silenzio nella fase finale del dibattito. Speriamo in una sua completa e veloce ripresa.

(Testo e foto di Antonio Di Napoli)